Al momento stai visualizzando “Non avrò mai l’amore di cui ho bisogno”

Questa trappola ha a che fare con la possibilità di sviluppare una buona capacità di essere in relazione con gli altri. Abbiamo bisogno di ricevere amore, attenzione, empatia, rispetto, affetto, comprensione e guida. Abbiamo bisogno di ricevere tutto questo dalla famiglia e dai coetanei. 

Esistono due tipi di rapporti interpersonali. 

Il primo presuppone intimità, per esempio con la famiglia, il partner o gli amici intimi. Sono i legami affettivi più profondi. Con queste persone il rapporto è simile a quello con mamma e papà. 

Il secondo tipo di relazioni riguarda i rapporti sociali, il senso di appartenenza, di integrazione in un ambiente sociale più vasto. Rientrano qui gli amici e la comunità in cui si vive. 

Potresti sembrare perfettamente integrato nel tuo contesto sociale, che tu abbia una famiglia, una relazione sentimentale o che tu faccia parte di una comunità. Tuttavia nel profondo potresti sentire di non avere un vero rapporto con nessuno. Ti senti solo e desideri un tipo di relazione che non hai. Potrebbe essere non semplice notare che non sei veramente in rapporto con le persone vicine, ma in realtà fai in modo che ci sia sempre un po’ di distanza tra te  gli altri, non permetti a nessuno di avvicinarsi troppo. O in casi estremi potresti essere isolato o solo. Di fatto rifugi l’intimità.

Questo succede perché da bambino potresti aver vissuto una o tutte queste forme di deprivazione emotiva: di accudimento amorevole, di empatia o di guida. 

L’origine è principalmente nel rapporto con la mamma perché riguarda i primi anni di vita del bambino:

  • una mamma fredda e poco affettuosa
  • non ti sei sentito amato, apprezzato, prezioso e speciale per lei
  • una mamma che non ti dedicava tempo e attenzione
  • una mamma non in sintonia con i tuoi bisogni da bambino
  • una mamma che no ti ha tranquillizzato e rassicurato in modo adeguato
  • genitori che non ti hanno guida e orientamento adeguati

E proprio perché si sviluppa nei primi anni di vita, questa trappola è difficile da definire per chi la vive, perché spesso non ha forma di pensieri. L’esperienza di questa trappola è soprattutto la sensazione che la tua vita sarà sempre caratterizzata dalla solitudine, che non vedrai mai soddisfatti certi tuoi bisogni o che non sarai mai ascoltato o capito. Ti senti come se mancasse qualcosa. È una sensazione di vuoto. L’immagine più vicina della deprivazione emotiva è ciò che prova un bambino trascurato. Un senso di solitudine, di mancanza di qualcuno che ti sta vicino e la sensazione di essere destinato a essere solo. Nessuno ti conosce a fondo o nessuno ti vuole davvero bene.

La trappola potrebbe manifestarsi con l’essere esigente nelle relazioni. Come se ci fosse un senso di instabilità. Per quanto gli altri ti diano, non sembra mai abbastanza. Anche di fronte a prove chiare di affetto.

O potresti manifestare questa trappola scegliendo di aiutare gli altri o di trovarti per lo più a soddisfare i bisogni altrui.

Altro segnale della trappola, è che ti senti eternamente deluso: gli altri tradiscono sempre le tue aspettative. Se sei giunto alla conclusione che non puoi contare sugli altri per quanto riguarda gli aspetti emotivi, è un segno che è attiva questa trappola.

Hai vissuto un’ingiustizia e va riconosciuta come tale, entrando in contatto con quella rabbia che come bambino non potevi ne sentire ne tanto meno esprimere e con il tuo dolore e la tua fragilità. Quel dolore ha bisogno della tua cura amorevole. E un po’ alla volta potrai anche permettere a qualcuno di darti amore e di aprirti nel poterlo ricevere.