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Questa trappola fa parte di quelle che hanno origini più profonde e che riguardano la sicurezza di base

Se hai sviluppato questa trappola, quando si attiva vivi la sensazione di perdere le persone che ami, che potrebbero morire, andarsene, mandarti via o lasciarti. Così vivi con la convinzione che un giorno rimarrai solo. Ti aspetti sempre di essere lasciato e che ciò non avrà mai fine. O a volte credi di non poter mai riavere la persona che hai perso. 

Vivi un senso di disperazione nei confronti dell’amore: per quanto le cose possano o sembrino andar bene, sei convinto che prima o poi finirà

Ti è difficile credere che qualcuno possa starti vicino e che possa esserlo anche quando non è fisicamente presente.  

La maggior parte delle persone è consapevole che anche di fronte ad una breve separazione la relazione resti intatta. Ma con la trappola dell’abbandono questa sicurezza non c’è: la conseguenza è un bisogno di vicinanza e presenza continue che, se non soddisfatto, ti causa rabbia o una paura esagerata. 

Ti senti dipendente emotivamente dal tuo partner e temi di perdere il legame di intimità.

Solitamente questa trappola ha origine nei primissimi anni di vita, prima dell’apprendimento del linguaggio e prima che il bambino sappia descrivere ciò che gli sta accadendo; per questo spesso potrebbero non esserci dei pensieri legati al vissuto della trappola. Ma proprio perché si sviluppa così presto, ha un’enorme forza emotiva.

Si attiva specialmente nei rapporti più intimi e potresti non vederla scattare in gruppo o nelle relazioni superficiali.

Spesso basta un’osservazione innocente del partner per attivarla: basta che il partner si comporti in modo annoiato, distante, distratto, dimostri attenzione per un’altra persona o proponga di fare qualcosa che comporti lo stare lontano per un breve periodo, che tu la consideri un’interruzione del contatto, anche se non ha nulla a che vedere con una perdita o un abbandono reali.

Quando si attiva la trappola, inizialmente potresti sentire una sensazione di panico, come se fossi un bambino solo senza la mamma, provi agitazione, ti senti solo e non sai cosa fare. L’angoscia può durare ore o giorni, ma dopo un po’ passa e lascia il posto all’accettazione della realtà, la persona amata se ne è andata e tu ti senti profondamente afflitto per essere rimasto solo, come se non potessi più riavere la persona perduta… questo dolore può trasformarsi in depressione. 

Se poi la persona torna, di solito senti rabbia nei suo confronti per averti abbandonato e nei tuoi confronti per aver avuto così tanto bisogno di lei

Ci sono due tipi di trappole dell’abbandono:

  • quella che deriva da un ambiente familiare iperprotettivo ed eccessivamente sicuro. Questa solitamente costituisce una combinazione della trappola di Abbandono con quella di Dipendenza. In questo caso, hai bisogno di qualcuno che si prenda cura di te, di una guida, di un orientamento e di un aiuto. Solitamente hai una persona di riserva che prenda subito il posto della persona che se ne è andata o sei particolarmente abile nel trovare subito un nuovo partner con cui creare rapidamente una relazione di dipendenza. Non sopportare la solitudine è un indicatore di questa trappola.

– l’altra tipologia deriva da un ambiente familiare affettivamente instabile, in cui mancano persone disponibili per il bambino in modo regolare. In questo caso, la dipendenza che sperimenti è emotiva e non necessariamente funzionale come nel primo caso. Non riesci a stare lontano dalle persone care per come ti senti in loro assenza. Quando il rapporto viene meno, ti senti sprofondare nel nulla. Il tuo bisogno è di rassicurazione, amore, sollecitudine e un senso di vicinanza emotiva. In questo caso, potresti restare solo a lungo o addirittura evitare le relazioni per non soffrire di nuovo. Sai cos’è la solitudine e sai come sopravvivere perché l’hai vissuta da bambino. Ciò che ti sconvolge è la perdita nel suo accadere, il fatto di avere un legame e poi di perderlo e di venire ricacciato nella solitudine ancora una volta.

L’abbandono ti porta a vivere nella paura e in costante vigilanza, alla ricerca continua di un segnale che confermi i tuoi timori che la persona amata si allontanerà: attaccamento eccessivo, compiacenza, possessività, controllo e gelosia nei confronti dei presunti “rivali”. Un continuo sforzo per impedire o confermare l’allontanamento.

Una chiave di espansione per te è quella di sviluppare l’oggettività – ovvero non leggere tutto come un segnale di abbandono – imparare a vedere le cose per quelle che sono e imparare a coltivare un profondo rapporto d’amore con te stesso/a e la tua vita.