Al momento stai visualizzando Alla scoperta del proprio Ikigai

A Okinawa, un piccolo arcipelago del Giappone, la popolazione ha una longevità superiore alla media e per tale ragione è stata oggetto di studio della bio-medicina e considerata parte delle famose “Zone Blu” del nostro pianeta. Quello che si è osservato, oltre ad una lunga vita, è stato il vivere in modo sano di questo popolo. Mangiano bene, fanno attività fisica fin da bambini e continuano il più a lungo possibile, e meditano. Il concetto di Ikigai nasce proprio all’interno di questa cultura.

Cosa significa Ikigai?

Considerando che “Iki” vuol dire “esistenza, vita” e “gai” si usa per indicare “scopo, valore“, possiamo dire che significhi “lo scopo della vita o della propria felicità” o la “ragione d’essere”.

Sembra che il concetto di Ikigai sia un’evoluzione dei principi di base della salute e del benessere della medicina tradizionale giapponese. In questa tradizione si guarda al benessere fisico come ad un aspetto influenzato dal benessere emotivo e mentale e dal senso di uno scopo nella vita. La psicologa giapponese Michiko Kumano ha affermato che l’ikigai è uno stato di benessere che nasce dalla devozione alle attività di cui si gode, che porta anche un senso di appagamento. Secondo la psicologa giapponese l’ikigai è diverso dal piacere momentaneo (edonia, nel senso greco antico) e più simile all’eudaimonia – ovvero l’antico senso che i greci davano ad una vita ben vissuta, che conduceva alla forma di felicità più alta e duratura.

Lo neuroscienziato e autore di Awakening Your Ikigai, Ken Mogi, così come Dan Buettner, giornalista del National Geographic Magazine, che ha vissuto un periodo in Giappone, affermano che l’ikigai è un concetto antico e familiare per i giapponesi, che può essere spiegato semplicemente come “un motivo per alzarsi la mattina” o di “svegliarsi alla gioia”. 

La differenza da questa visione orientale della vita rispetto a quella occidentale sta soprattutto nel fatto che noi siamo più abituati a parlare di obiettivi da raggiungere, ad un’idea da raggiungere, senza pensare realmente ad un presente concretamente felice ora.

L’ikigai riporta il nostro progetto di vita all’essenza della giornata, al tempo presente, a ciò che per noi ogni giorno vale l’alzarci al mattino, nonché alla responsabilità essere consapevoli di come vogliamo e stiamo vivendo ogni singolo giorno.

L’ikigai si collega anche alla sensazione di flusso, come ben descritto nel lavoro dello psicologo ungherese-americano Mihaly Csikszentmihalyi.

Il flusso, o flow, si manifesta quando si è nella proprio “zona”, come si dice di alcune prestazioni atletiche, il flusso è una serie di “momenti migliori” o momenti in cui si è al proprio meglio.

E questi momenti “si verificano solitamente quando il corpo o la mente di una persona sono tesi al limite, in uno sforzo volontario per realizzare qualcosa di difficile e utile” (Csikszentmihalyi, 1990).

Si può dire che il flusso si verifica quando si è totalmente coinvolti da ciò che si sta facendo, tanto che l’”io non esiste più”, esiste solo la cosa che si sta facendo e di solito questo può accadere più facilmente quando si fa qualcosa che si ama, qualcosa che riesce facile e che spesso porta anche valore alla vita degli altri.

Infatti, l’ikigai in genere non si riferisce solo al proprio scopo personale e alla propria vocazione ma include anche gli altri, la natura, la vita nella sua totalità, in cui tutto è connesso. 

Poter sentire il nostro ikigai è anche più semplice quando la nostra mente è silenziosa (e non governata da migliaia di pensieri), quando sentiamo pace nel cuore e sentiamo l’amore per noi e la vita.

L’Ikigai è uno stile di vita che favorisce il nostro equilibrio e la nostra espansione, ricoprendo diverse aree di vita e dando loro la stessa importanza.  

Non ci sono altre “reali” priorità di fronte alle nostre aree vitali.

Secondo la cultura giapponese, tutti hanno il proprio ikigai, una “ragione per vivere” o “una ragione della propria esistenza”. Per i giapponesi ognuno di noi ha il suo scopo nella vita e, a un certo punto, arriva il momento in cui è necessario andarlo a ricercare.

Dietro al concetto di ikigai c’è una vera e propria filosofia che ruota attorno a 5 grandi pilastri. Ecco quali sono.

  • Iniziare in piccolo
  • Lasciarsi andare
  • Armonia e sostenibilità
  • Provare gioia per le piccole cose
  • Vivere nel qui e ora

Sentire quale sia la ragione della propria esistenza può non essere semplice in quanto spesso siamo bloccati da barriere quali preconcetti, aspettative, giudizi e pregiudizi ma tale ricerca può essere molto importante per poter sperimentare una profonda soddisfazione nella nostra esistenza 

Ikigai è ciò che dà gioia a una persona, è ciò che potrebbe coincidere con questi 4 elementi:

  1. Che cosa ami, cosa ti piace, qual è la tua passione? 

Questa è una domanda molto importante perché può essere uno stimolo fondamentale per l’esistenza. Chiediti “cosa mi piace veramente”? Cosa farei se non avessi il problema di dover guadagnare e potessi solo seguire il tuo cuore in totale libertà? Questa risposta riporta a tutto ciò che si ama, che porta gioia e fa sentire più vivi e realizzati.

  1. In cosa sei bravo? 

Questa domanda è utile per scoprire la propria vocazione. Può coincidere con la risposta che abbiamo dato alla prima domanda, ma non necessariamente. Questa domanda risponde a qualcosa di più pratico e meno emotivo, infatti, non sempre talento e passione coincidono. Questa risposta racchiude talenti o capacità che si possiedono, indipendentemente dal fatto che la persona ne sia appassionata o meno.

  1. Come potresti portare un contributo al mondo? 

Perché il mondo ha bisogno del tuo passaggio qui? Domanda difficile perché porta a scoprire qual è il compito che abbiamo sulla terra. Cos’è quella cosa che è utile a me ma anche agli altri e al mondo perché possa diventare un posto migliore. Si potrebbe trattare del mondo in senso globale o anche solo di una piccola comunità.

  1. Con cosa potresti guadagnarti da vivere?

Domanda semplice e piuttosto pratica, che ti fa mettere l’attenzione su ciò che sai fare e per cui potrebbero anche pagarti. 

 

Se immaginiamo questi elementi come cerchi, all’incrocio tra ciò che si ama e ciò in cui si è bravi ci sono le proprie passioni.  Nell’ intersezione tra ciò che si ama e ciò di cui il mondo ha bisogno c’è la propria missione.

All’incrocio tra ciò di cui il mondo ha bisogno e ciò per cui si può essere pagati c’è la propria vocazione. E all’incrocio tra ciò in cui si è bravi e ciò per cui si può esser pagati c’è la propria professione.

L’intersezione centrale di tutti i cerchi è la più importante.

Quella è il proprio Ikigai.

Ovvero Ikigai potrebbe essere nello stesso tempo qualcosa che appassiona, in cui si è anche bravi, di cui il mondo ha bisogno e per il quale qualcuno sarebbe disposto a pagare.

Ma più semplicemente potrebbero essere quelle cose che rispondono a questa domanda: cosa faresti a prescindere da tutto il resto?

Cioè se tutti i tuoi bisogni fossero soddisfatti, hai abbondanza infinita di soldi, di tempo, di vita e se anche tutti i bisogni più egoici fossero soddisfatti, riconoscimento, importanza, sicurezza, appartenenza, ecc.. cosa faresti ogni giorno o nella tua vita per il semplice fatto che lo ami fare? Per che cosa sentiresti che vale svegliarsi ogni mattina? 

Abbassando il volume dei pensieri (dando quindi meno potere all’ego), coltivando la pace nel cuore e una presenza amorevole a te e alla vita, sentirai il tuo ikigai!!